Composizione
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Cristian Carrara (Pordenone, 1977) è considerato tra i compositori più originali della sua generazione. La critica riconosce nella sua produzione una scrittura “attentissima all’equilibrio e alla delicatezza del tessuto armonico”, ma “grande negli intenti creativi per cui tutto il contesto si manifesta solidissimo e terso”, capace di rivelare, al di là della cortina di una musica apparentemente ‘semplice’, la terribile domanda sugli esiti nefasti di ciò che è proclamato bene, ossia di ciò che la guerra, ogni guerra, comporta” (Claudio Strinati). “La sua musica è vicina al cuore, è chiara ma non semplice, è diretta ma parla una lingua piena di mistero: quella della poesia”. (Elena Formica). “È un autore che ha una grande facilità di scrittura” (Giorgio Battistelli), “so che la sua musica la vorrei condividere con gli altri e ascoltare più e più volte” (Rob Haskins). “A differenza di tanta musica d’oggi, il suo cripticismo non è nella grafia, ma nella difficoltà di organizzare e rendere il più possibile chiaro il suo pensiero compositivo, un po’ come succede nella musica di Verdi che possiede una carica semiologica minima, ma una violentissima carica semantica” (Flavio Emilio Scogna).
Collabora con importanti nomi della musica internazionale, tra cui, John Neschling, Omer Meir Wellber, Arthur Fagen, Jan Latham Koenig, Nir Kabaretti, Lior Shambadal, Roberto Prosseda, Francesca Dego, Danusha Waskiewicz e con prestigiose orchestre, tra le quali: London Philarmonic Orchestra, Filarmonica Toscanini di Parma, Orchestra della Toscana, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, Filarmonica della Fenice di Venezia, Qatar Symphony Orchestra, Berliner Symphoniker, Slovenian Philarmonic, Santa Barbara Symphony, Orchestra de la Unam di Città del Messico, Orchestra del Teatro Municipal de Sao Paulo.
Vasta la sua produzione discografica riassunta in vari cd monografici pubblicati per Naxos, Warner Classics, Hyperion, Brilliant, Stradivarius.
Estratti dalla critica:
“La facilità dell’invenzione e della scrittura di Carrara è davvero stupefacente, come si nota in Vivaldi. In memoriam (2014), dove il giovane maestro riprende la Sinfonia al Santo Sepolcro e la rilegge con originalità; mantiene un organico barocco e crea un clima impalpabile, nel quale vanno a inserirsi alcune profilature strumentali più decise, simboli della corporeità secolare nell’eterea trascendenza”. (R. Cresti, Musica Presente)
“Con la musica di Carrara si viaggia, ma si torna sempre a casa, nella familiarità dei suoni”. (R.Cresti, Musica Presente)
“C’è nel linguaggio di Cristian Carrara, l’eco remota di un pensiero estetico che già condizionò (…) una figura controversa e pure cruciale quale fu Carl Orff sul versante di una adesione, nel suo caso, a smanie dittatoriali ma che, contestualmente e all’opposto, fu rivissuta, ribaltata e portata ad altissimi livelli di sofferta spiritualità e di ardente poesia proprio da alcuni nostri grandi maestri come Gian Francesco Malipiero (…), Luigi Dallapiccola (…), Giorgio Federico Ghedini (…), Sandro Fuga (…). Un cammino arduo, doloroso, di eletta ricerca e di intimo sentire che giunge in modo logico e consequenziale a un compositore come Cristian Carrara il quale, pur restando personalissimo e originalissimo nel lavoro che sta svolgendo in questo ultimo decennio coincidente con la sua piena giovinezza, sembra profondamente radicato in un passato che ancora ci nutre e ci consola dalle aberrazioni e dalle distorsioni cui le arti in generale e la musica in particolare sono state talora afflitte, sia pure in modi e comportamenti ben diversi e mai omologabili tra loro”. (Claudio Stinati, note per il Cd “La piccola vedetta lombarda”, Tactus)
“A differenza di tanta musica d’oggi, il suo cripticismo non è nella grafia, ma nella difficoltà di organizzare e rendere il più possibile chiaro il suo pensiero compositivo, un po’ come succede nella musica di Verdi che possiede una carica semiologica minima, ma una violentissima carica semantica”. (F.E. Scogna, note per il libretto del Cd “La piccola vedetta lombarda”, Tactus)
“(…) la sua musica ha una qualità lirica, quasi spontanea, che elude le analisi convenzionali”. (R. Haskins, in “Cristian Carrara, qualche considerazione sulla sua musica”)
“(…) nei migliori film, ciò che conta di più è la capacità espressiva dei personaggi, la capacità del pubblico di interessarsi a loro. E’ quello che avviene, anche, nei mondi musicali di Cristian Carrara: nessun -ismo e nessun manifesto, solo una continua, sorprendente, indimenticabile esperienza”. (R. Haskins, in “Cristian Carrara, qualche considerazione sulla sua musica”)